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Cara amica
Umiliazione
Davvero grazie,
Ti ringrazio di cuore
Delle tue coperte ruvide
Che mi pesano e scorticano
Intrecciate di ortiche.
E la delicatezza
Dello scrigno dei mali che furono
Scoperchiato nella mia stanza
Con le luci buie, palle grigie
E ficcanti a roteare attorno a me
Ad ogni minuto.
Poi squisitissimi bocconi amari
Delle foglie dell’ortica
-- che non si butta via niente --
E rucola e erbe di campo,
Quello che seminasti a zizzania
E senso di colpa dal secolo scorso.
Ti ringrazio con tutti i miei liquidi,
Con i sorrisi falsi
E con un misto di verdure
E frutta: li ho colti l’altro ieri
Avevo del tempo da perdere
Mentre ero tra un bel vedere
E un senso di fiducia.
Facciamo che ti scrivo
Prima io, la prossima volta,
Semmai?